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In Veneto, tra i colori della natura, dell'arte e della cucina

In Veneto, tra i colori della natura, dell'arte e della cucina


Visitiamo Verona, che dista pochi chilometri dall’Hotel Villa del Quar. Si consiglia di lasciare l’auto in uno dei parcheggi vicino al centro storico e di procedere a piedi. A prima vista, Verona colpisce per l’assoluta abbondanza di espressioni dell’arte, della storia, della cultura concentrata in una singola città di origine etrusca e romana, per giungere all’architettura austera del periodo medioevale, durante il quale divenne un importante centro sotto la signoria degli Scaglieri e in seguito della Repubblica di Venezia.Si può partire visitando le vestigia romane: l’Arena, l’ Arco dei Gavi, il Ponte Pietra, la Porta dei Borsari, il principale ingresso alla città romana eretta alla metà del I secolo, il cui nome deriva dai bursarii, gli addetti alla riscossione delle gabelle per il vescovo, la Porta dei Leoni del I secolo caratterizzata da un arco sormontato da finestre centinate e da un’esedra con colonne tortili e il Teatro Romano (Visite: 9-18.30, chiuso il lunedì) un complesso architettonico del I secolo inserito in un suggestivo scenario sulle pendici del colle di San Pietro.
L’Arena (Visite: ingresso dalla quinta arcata, ore 9-18.30, luglio e agosto 8-15, lunedi chiusa) ha circa 2000 anni e rappresenta uno dei monumenti più grandiosi pervenutici dall’antica Roma. Costruita nel I secolo d.C. sorgeva fuori dalla cinta muraria per ospitare spettacoli ed incontri di lotta. Dal 1913, quando fu allestita la prima “Aida”, l’Arena è divenuta il più famoso teatro all’aperto del panorama internazionale ed oggi ospita una delle stagioni liriche più prestigiose nel mondo.

Tra i moltissimi edifici sacri meritano una visita il Duomo (a piazza del Duomo) intitolato a S. Maria Matricolare e costruito in epoca romanica (XII secolo) con interventi gotici e aggiunte rinascimentali. Il suo interno ha ampie arcate e nelle cappelle sono conservate opere di Sanmicheli e dipinti del XIV e XVI secolo. Accanto, con ingresso dal vicolo Volto Due Mori, si trova la Galleria Comunale d’Arte Moderna Achille Forti (visite: 9-19, chiusa il lunedì) che custodisce opere pittoriche di artsti dell’800 e del 900 tra cui dipinti di Francesco Hayez, Giovanni Fattori, Mosè Bianchi, Giacomo Manzù. La Chiesa di San Zeno Maggiore (piazza San Zeno) ospita invece capolavori dell’arte romanica, ed è ricca di sculture e pitture tra cui la famosa Pala di San Zeno, di Andrea Mantegna, mentre la Cattedrale ospita la celebre pala dell’Assunta di Tiziano.
L’elegante Loggia del Consiglio, lungo il corso dei Borsari, attribuita a Fra’ Giocondo, gli splendi di palazzi e le porte firmati dal veronese Michele Sanmicheli sono solo alcuni episodi di un Rinascimento che a Verona fu particolarmente florido.
La città è anche famosa come
“città dell’amore” per le vicende narrate da Shakespeare sulla contrastata passione tra Romeo e Giulietta di cui segno tangibile è la Casa di Giulietta (in Via Cappello vicino alla Loggia del Consiglio. Visite: 9-18.30, chiusa il lunedì), col caratteristico balcone, la sua tomba, scenario della romantica tragedia, e la Casa di Romeo.
Nel
Museo Civico di Castelvecchio (Visite: 9-18.30, chiuso il lunedì), all’interno della fortezza di Castelvecchio, il principale monumento medioevale di Verona voluto da Cangrande II della Scala e costruito a partire dal 1354 e restaurato da Carlo Scarpa, si conserva una importante collezione di pitture e sculture venete dall’alto medioevo fino al ’700.

Visitata Verona, partiamo alla volta del Lago di Garda. Lungo la riva veneta del lago, detta Riviera degli Ulivi per la singolare coltivazione che vi viene praticata, si susseguono Peschiera, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone e Malcesine, graziosi ed ospitali villaggi di pescatori che oltre a tesori artistici, offrono una cucina tipica a base di prodotti genuini e naturali. Di impronta veneziana, Peschiera fu un caposaldo dell’impero napoleonico e in seguito di quello austriaco che ne fece uno dei vertici del Quadrilatero (gli altri membri furono Verona, Mantova e Legnago) la famosa lega che condizionò la storia militare del Risorgimento. La cittadina che ha un aspetto architettonico molto militare, data la regolarità delle sue vie, è famosa soprattutto per il Palio delle Mura, disputato in barca sui canali lungo le mura che cingono il paese. Nella vicina frazione di Castelnuovo, si svolge invece in settembre la festa dell’uva e del vino.
Dai vigneti attorno a Peschiera e Castelnuovo infatti, giungono alcuni fra i più celebri vini italiani, come il
Bardolino, rosso rubino o rosato in versione Chiaretto, o il Bianco di Custoza, il Lugana o il Tocai di San Martino della Battaglia, ottimi vini bianchi.
Presso Peschiera sorge inoltre il celebre santuario della Madonna del Frassino,
in cui la tradizione vuole che la Vergine sia apparsa a un contadino nel 1510. Il santuario conserva eccellenti pitture di Paolo Farinati (XVI secolo).Proseguendo incontriamo Lazise fra i primi Comuni in Italia ad aver ottenuto l’autonomia dall’imperatore Ottone II più di mille anni fa, esattamente nel 983. E proprio dello splendore medievale restano imponenti memorie: il Castello (visite a richiesta: tel. 04575 80039), le mura scaligere che racchiudono ancora il centro storico ricco di negozietti, botteghe e ristorantini tip ici. Sul porticciolo poi, si trova l’Antica Dogana Veneta da dove Venezia controllava il commercio sul Lago di Garda, oggi sede di prestigiosi concerti: ogni estate si tiene “Lazise notte classica”, una importante manifestazione di lirica e di musica classica. A lato del porticciolo, alle spalle della Dogana Veneta, c’è la chiesetta romanica di San Nicolò, con affreschi di scuola giottesca.
Pesce di lago, olio extravergine d’oliva e vini sono poi. la base della tipica cucina rivierasca, proposta a Lazise da moltissimi ristoranti: da non perdere il risotto con la tinca, un pesce di lago.

Si giunge or
a a Bardolino. Il clima mite, il lago e la fertilità delle colline sono da sempre le ricchezze di questo piccolo paese di lago. Sono proprio queste risorse a far sì che già nel passato questa terra fosse contesa da imperatori, monaci e famiglie nobili, che qui costruirono castelli, palazzi e conventi. Si è così formato attraverso i secoli uno straordinario patrimonio storico ed artistico, testimoniato oggi soprattutto dalle torri e dai resti delle mura scaligere, dalle belle chiese, spesso piccoli capolavori d’arte romanica come quelle di S. Severo e S. Zeno, e da parchi e ville d’epoca veneziana. Oggi Bardolino è divenuta una delle più affermate località di villeggiatura italiane. Alle spalle di Bardolino si trova Cavaion Veronese, terra di dolci colline coperte di vigneti e olivi. I cronisti del Quattrocento sostenevano che da qui provenissero i migliori vini d’Italia. Proprio a Bardolino il vino è protagonista ad ottobre della Festa dell’Uva, a maggio del Chiaretto e a novembre del Novello. Per gli amanti del rosso o del bianco si consiglia una tappa all’Enoteca Bardolino, presso Villa Carrara Bottagisio, che tutti i giorni offre degustazioni di vini locali. Per il pranzo invece dovete assaggiare le specialità del lago del ristorante “Aurora” (piazza S. Severo 1, tel. 0457 210038). Se capitate inoltre, in questa località il giovedì mattina non perdetevi il pittoresco mercato che oltre a frutta e verdura propone deliziosi articoli di artigianato locale.

La nostra prossima tappa è Garda
.
Il suo golfo è un gioiello dominato dall’azzurro del lago e dalla vegetazione mediterranea, cinto a nord dal Monte Luppia, che si tuffa nell’acqua a formare l’incantevole punta San Vigilio, meta obbligata delle celebrità in vacanza sulla riviera. A sud dal colle della Rocca, dove in età medievale sorgeva il Castello di Garda, tanto importante da denominare il lago che precedentemente si chiamava “Benacus”. Da qui parte un sentiero nel verde che regala un panorama mozzafiato.
I vicoli del centro storico, un tempo abitati da pescatori, ora ospitano negozi alla moda e ristoranti. La tradizione della pesca rimane comunque saldamente viva, così seduti ai tavolini dei bar sul magnifico lungolago (ogni venerdì vi si svolge un imponente mercato), è possibile seguire il via vai delle barche che portano a terra il pesce, base della tipica gastronomia locale. Da visitare la Parrocchiale, una chiesa del ‘700 con il suo campanile del XV secolo, e la Torre dell’Orologio che immette nel nucleo antico dell’abitato. La cittadina è anche celebre per il suo annuale Palio delle Contrade il 15 agosto, con regata di imbarcazioni d’epoca e corteo in costumi tradizionali. Nel 1948, dopo una lunga vacanza a Torri del Benaco, André Gide disse di non aver mai gustato prima d’allora una così lunga serie di splendide giornate. Il grande scrittore francese ricordò come il caldo non fosse mai stato eccessivo e come mattine e sere fossero state rinfrescate dalla brezza del lago. Ancor oggi, Torri del Benaco che s’incontra dopo Garda, è una delle mete turistiche più rinomate della costa del lago caratterizzato da una fitta vegetazione mediterranea, dove trionfa l’olivo, che si spinge fin sulle spiagge, lunghissime. Nei boschi rigogliosi, fra lecci e roverelle, fiorisce il cistus albidus, altrove presente solo lungo le coste marine. E per godere di questo spettacolo basta salire a bordo del traghetto che tutti i giorni fa la spola con l’opposta riviera.
Il centro storico, coi vicoletti medievali, è racchiuso fra il
Castello Scaligero che ospita un interessante Museo delle tradizioni locali, con una sala dedicata alle incisioni rupestri preistoriche della zona, e l’elegante Chiesa parrocchiale. Mentre i lussuosi palazzi veneziani si affacciano sul porticciolo, lambiti dalle acque azzurre del Garda dove sono ancorate le barchette dei pescatori.
Brenzon
e invece, quasi sulla sommità della riva orientale è la sintesi di una quindicina di contrade, più o meno grandi: Castelletto, Magugnano (è qui la sede municipale), Porto ed Assenza. Poco sopra, sui primi rilievi collinari, Biasa, Fasor, Marniga e più su ancora Campo, affascinante villaggio medievale, Boccino, Venzo, Castello, Zignago, Borago, Pozzo, Sommavilla. Una lunga serie di piccoli paesi in cui le strutture turistiche sono immerse negli oliveti secolari che dominano il paesaggio. Da quegli stessi oliveti giunge sulle tavole un olio eccellente e leggero.

Ma Brenzone non è solo lago. Una delle sue contrade, Prada,
è nel cuore del Monte Baldo.Dalla riviera salgono fin lassù i sentieri percorsi nei secoli passati da allevatori e boscaioli: è affascinante ripercorrere quegli itinerari passando dall’oliveto ai castagni, per salire poi sulle vette con gli impianti di risalita di Prada-Costabella e godersi dall’alto lo spettacolo del lago.
A Castelletto è da ammirare la
chiesa di San Zen de l’Oselét, piccolo capolavoro dell’arte romanica con degli interessanti affreschi. È della stessa epoca anche la minuscola chiesa di Sant’Antonio, a Biasa. Proprio da Castelletto a Biasa si svolge la spettacolare Via Crucis vivente del Venerdì Santo.Giungiamo così a Malcesine, ultima tappa del nostro percorso lacustre, già amata nel 1786 da Johann Wolfgang Goethe, come luogo di villeggiatura, durante il suo Viaggio in Italia.
Malcesine ha infatti un fascino particolare, dato da un ambiente ricco di contrasti: c’è l’atmosfera mediterranea nei suoi giardini ricchi di oleandri e nell’immenso oliveto da cui si ricava un olio delicatissimo. Ma c’è anche un paesaggio alpino, salendo sulle alte vette del Monte Baldo, che lo protegge alle sue spalle. Si può salire con la funivia di Malcesine-Tratto Spino e poi tornare a valle a piedi o in mountain bike, lungo dei sentieri indicati. Da non perdere è il Castello Scaligero che domina l’intero abitato edificato probabilmente dai Longobardi e trasformato poi in fortilizio militare dai veneziani e dagli austriaci, con mura merlate a pianta pentagonale. All’interno trova sede il Museo di Storia Naturale del Garda e del Monte Baldo (Visite: marzo-settembre 9-20, ottobre-dicembre 9.30-19, gennaio e febbraio solo il sabato e la domenica dalle 10 alle 17) che raccoglie materiale archeologico, armi e cimeli risorgimentali. Ai piedi del Castello, un teatro all’aperto ospita prestigiosi spettacoli durante tutta l’estate.Nella vicina Cassone invece si svolge in agosto la Festa dei ciclamini, con la tradizionale gara delle “bisse”, imbarcazioni a remi tipiche del lago.
Rientriamo così
all’Hotel Villa del Quar ripercorrendo la statale 129 fino a Lazise e poi deviando per Verona.




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